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I
Cenomani o Cenomanes, sono una popolazione indoeuropea di ceppo celtico,
facente parte del più ampio gruppo dei Aulerci, originaria della zona di Le
Mans, successivamente emigrati in massa verso l'Italia (la loro area di
provenienza rimase infatti per molto tempo spopolata dopo la loro partenza).
Nel IV secolo AC guidati da Elitovio si insediarono nella attuale bassa
Lombardia orientale e nel basso Veneto occidentale, il loro territorio
andava dal fiume Oglio alle rive occidentali dell'Adige, e la loro influenza
si estese anche alla regione alpina, imponendosi agli altri popoli retici e
celti.
La loro capitale fu, sin dal
IV secolo AC, Brixia (dal celtico brica/briga che significa altura, colle),
l'attuale Brescia; qualcuno ipotizza anche la fondazione, fatto controverso,
di Wern, ora Verona. Furono tra le tribù celtiche della Gallia Cisalpina che
si allearono coi Romani nella guerra contro gli Insubri, traendo da quest'alleanza
notevoli benefici. Non mancarono, tuttavia, insurrezioni, come quella del
116 AC, domata da Q.Marcio Re, e quella del 16 AC, repressa da Publio Silio.
In occasione di quest'ultima
ribellione fu dedotta a Brescia una colonia romana. Nel frattempo ai
Cenomani era stata concessa la totale autonomia amministrativa e fiscale, la
cittadinanza romana attraverso la Lex Pompeia e l'iscrizione nella tribù dei
Fabii nel 49 AC, quando Brescia divenne municipio: ciò fece scomparire la
dicitura Cenomani e apparire quella di Brixiani.
Principale fonte di informazioni sui Cenomani, almeno per quanto riguarda la
loro storia più antica, è Polibio che li chiama Gonomani, storicamente si
trovano altresì altre diciture quali Cernomanni, Kernomanni.
La coniazione di monete nell'area cenomane inizia nei
primi decenni del II secolo a.C. e continua fino al I secolo a.C.
DRITTO: La
consueta testa di Diana è resa in pochi tratti vigorosi ed espressivi, col
viso incorniciato da ciocche di capelli gettati all’indietro in una serie di
brevi volute parallele. Orecchino a tre pendenti affianca il collo in tutta
la sua lunghezza, collana appena accennata. Tracce di perlinatura appaiono
frammentariamente al contorno.
ROVESCIO: La figura dello « scorpione » è particolarmente tozza e
rudimentale, accompagnata da una gruppo di puntini variamente disposti sotto
la criniera. Nella parte superiore pochi segni fusiformi senza nesso tengono
approssimativamente il posto della leggenda d’origine.
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