INTRODUZIONE

   

 

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La monetazione cisalpina è costituita da numerario di argento coniato ad imitazione della dramma di Massalia (foto a lato), il fiorente emporio che attraverso i commerci marittimi esercitò una notevole influenza sulle coste del Mediterraneo occidentale, ma anche sui territori circostanti, come attestano le copiose imitazioni del suo numerario.
L'esistenza di frequentati itinerari lungo il litorale ligure ed attraverso i valichi delle Alpi occidentali  mostra per quali tramiti si svolgessero le relazioni con i territori dell'Italia Settentrionale ancora lontani dal mondo romano.


La dramma padana prende infatti a modello quella massaliota che porta, al D/, una testa muliebre volta a destra, cinta di fronde d'ulivo, adorna di lunghi orecchini a tre pendenti e collana di perle, raffigurante Diana Efesina. L'inconsueta presenza delle fronde d'olivo tra le chiome di Diana celebra il ricordo dell'introduzione di quella pianta (da cui ebbero origine le ricche coltivazioni rivierasche) recata a Massalia da Efeso, insieme alla statua di Diana che ebbe poi notevole culto in uno dei maggiori templi della città ed in tutte le colonie massaliote. Qualche autore, ritenendo spighe le brevi fronde rappresentate, ravvisò in essa la figura di Cerere ed altri di Flora, ma nessuna incertezza è possibile poiché nelle successive emissioni della dramma stessa appaiono, quali attributi evidenti di Diana, l'arco e la faretra accanto alla figura rappresentata.
La figura della dea si ispira chiaramente alla testa di Aretusa che appare sulle tetradramme di Cephaloedium (Sicilia) e di Palermo modellata sui tipi della celebre decadramma di Evainetos coniata da Siracusa per celebrare la vittoria riportata sugli Ateniesi nel 413 a.C. liberando la città sicula dalla loro tentata invasione . I notevoli rapporti commerciali intrattenuti da Massalia con le città sicule e della Magna Grecia  spiegano l'analogia, essendo un fatto non infrequente l'adozione di tipi simili da parte di città della stessa area commerciale: il medesimo conio di Evainetos fu pure ripreso da Cartagine per la propria monetazione.

Al R/ della dramma è il Icone andante a destra, che Massalia trasse dalle didramme di Velia ,  per le ragioni ora accennate. Nella sequenza delle varie emissioni massaliote, la figura del Icone è espressa in numerose variazioni: stante o gradiente, oppure balzante, o con una zampa anteriore levata in atto di artigliare; mentre al D/ anche la testa di Diana presenta mutamenti sensibili, pur mantenendo inalterata la sua fondamentale impostazione. Di talune variazioni massaliote appaiono evidenti risonanze in particolari gruppi della monetazione padana.
Sotto l'aspetto morfologico, la monetazione padana è caratterizzata da una sensibile scifatura, con il D/ sulla faccia convessa ed il R/ su quella concava.
I tipi della dramma padana, pure ispirandosi alla dramma massaliota, costituiscono vari gruppi differenziati. Infatti il loro linguaggio espressivo si manifesta con, cadenze diverse da luogo a luogo ed anche nel tempo, data la notevole durata del ciclo in cui avvennero le successive emissioni. Alcuni tipi costituiscono parte preponderante dei rinvenimenti finora effettuati, altri hanno invece rivelato una più limitata presenza, altri infine sono noti soltanto attraverso un ristretto numero di esemplari.

Sotto l'aspetto tipologico, le emissioni della dramma cisalpina possono essere sommariamente classificate come segue.


 



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