NU PRINCIPALE  

MENU GALLERIA IMMAGINI | info@sesterzio.eu


 

 

 

 

ARCHI TRIONFALI

 

 

L’arco trionfale costituisce forse l’espressione più originale dell’architettura romana, non avendo un corrispettivo nel mondo greco ed ellenistico ove l’arco è semplicemente un elemento strutturale. Inizialmente, in età repubblicana, furono gli archi degli acquedotti ad essere convertiti in monumenti celebrativi. Poi, a partire dall’età augustea, a Roma esplose la moda dell’arco di trionfo, ricco di decorazioni e bassorilievi, generalmente sovrastato da una quadriga bronzea con l’imperatore. Queste opere raffinate e monumentali divennero l’emblema della grandezza dell’Impero. In Roma se ne costruirono ben 36. Archi trionfali sorsero in tutte le principali città provinciali ed alcuni sono ancora adesso tra i monumenti meglio conservati dell’epoca romana, come l’arco di Traiano a Benevento.

Di tutti gli archi trionfali di Roma se ne sono salvati solamente quattro: l’arco di Tito, l’arco di Settimio Severo, l’arco di Costantino e l’arco degli Argentieri. Tra essi, solo l’arco di Settimio compare sulle monete, alcuni rari assi e denari d’argento.

 

 

 

AUGUSTO ARCO AZIACO

 

Questo arco venne eretto nel 29 aC nel Foro romano, in prossimità del tempio del Divo Giulio, per celebrare la vittoria di Azio. Sulla moneta l’incisore ha voluto enfatizzare la figura dell’imperatore rendendo predominante la quadriga rispetto all’arco stesso. Di questo arco trionfale non rimane attualmente alcuna  traccia. Secondo alcuni studiosi la quadriga bronzea è stata riutilizzata per adornare un secondo arco trionfale fatto costruire da Augusto nel Foro.

 

 

 

Ottaviano, denario. RIC I 267

 

 

 

 

 



 

 

 

 

Augusto, cistoforo

 

Nonostante sia stato battuto a Pergamo, questo cistoforo celebra forse un monumento di Roma, l’arco eretto nel 20 aC da Augusto per commemorare la vittoria sui Parti e il recupero delle insegne di Crasso perdute a Carre. L’arco sorgeva sulla via sacra all’ingresso del Foro. Le sue fondamenta sono state identificate nei pressi della Basilica Julia. L’arco presentava tre aperture di cui una centrale più ampia, a differenza di quanto raffigurato su questa moneta, che potrebbe anche riprendere un altro monumento a noi sconosciuto, eretto per il medesimo motivo.

 

 

Augusto, cistoforo. Pergamum 18-19 d.C. RIC 510

 

 

 

 

 



 

 

 

Nerone

 

Questo monumento fu eretto da Nerone per celebrare le campagne in Mesopotamia contro i Parti. La vittoria fu più diplomatica che bellica, ma Nerone volle ugualmente celebrarla costruendo un grande arco trionfale. Anche di questo arco di trionfo non è rimasta traccia e sulla sua collocazione ci sono forti dubbi. Probabilmente sorgeva sul Campidoglio di fronte al tempio di Giove. Il monumento vanta una delle più strepitose rappresentazioni numismatiche. Su un famoso sesterzio esso è riprodotto nei minimi dettagli e con grande maestria artistica: la ben proporzionata quadriga bronzea, le numerose statue di soldati Parti od Armeni, la colossale figura di Marte su un pannello laterale. 

Caduto Nerone l’arco venne ben presto smantellato ma le sue statue riutilizzate per altri monumenti. In particolare è interessante il destino che incontrarono i cavalli bronzei della quadriga di Nerone. Secondo alcuni studiosi furono portati da Costantino a Bisanzio, ove adornarono l’Ippodromo. Secoli dopo i cavalli furono portati a Venezia dai cavalieri cristiani di ritorno dalla quarta crociata e riutilizzati per adornare San Marco. Inizialmente posti sulla terrazza esterna della basilica, ove sono stati sostituiti da copie,  si trovano adesso nella Galleria di San Marco.

 

 

Nerone, sesterzio. Roma 64 d.C.  RIC 150

 

 

 

 I cavalli di San Marco

 



 

 

 

Claudio

 

L’imperatore Claudio eresse numerosi archi trionfali a Roma per onorare la memoria del padre, Nerone Claudio Druso, vittorioso contro i Germani, e le proprie campagne belliche che portarono all’annessione definitiva della Britannia. Un maestoso arco, sormontato da una statua equestre,  venne eretto sulla via Appia, e compare numerose volte su aurei, denari e sesterzi con leggenda DE GERM o DE GERMANIS battuti in nome di Claudio o del padre.

 

 

Claudio, sesterzio. Roma  RIC 114

 

 

 

 

Nero Claudio Druso , aureo, Roma 41-42 d.C. RIC 71

 

 

 

 

 

Nero Claudio Druso, denario. Roma 41-48 d.C. RIC 70

 

 

 

 

 

 

Nero Claudio Druso, denario. 41-45 d.C. RIC 72

 

 

 

 

 

 

Claudio , aureo, 41-42 d.C. RIC 3

 

 

 

 



 

 

 

Arco trionfale del Foro di Traiano

 

Per entrare nella vasta piazza del Foro di Traiano gli architetti romani progettarono un imponente arco trionfale. Di questo arco purtroppo non rimane traccia, se non su alcuni aurei e denari emessi tra il 112 e il 114  a scopo celebrativo. Spesso nei cataloghi questo rovescio è identificato come edificio pubblico, tuttavia la struttura formale e la disposizione delle statue permettono di classificarlo tra gli archi di trionfo. Sull’aureo che riportiamo si vede la complessa facciata dell’arco con l’ingresso centrale e pannelli laterali ricchi di decorazioni, colonne e statue. Sopra l’arco una carrozza a sei cavalli con l’imperatore,  statue di soldati e trofei.  La tematica, come per le altre strutture del foro traianeo, era probabilmente incentrata sulle campagne in Dacia.

 

 

 

Traiano, aureo, Roma 112 d.C. RIC II 257

 

 

 

 



 

 

 

Settimio Severo

 

L’arco trionfale di Settimio Severo svetta ancora quasi intatto nel foro romano, a più di 1800 anni dalla sua edificazione. Settimio lo volle per celebrare le vittorie contro i Parti. L’arco, alto 23 metri,  presenta tre arcate, sostenute da pseudocolonne e  sormontate da statue bronzee tra cui Settimio in una carrozza trainata da sei cavalli. La dedica inizialmente conteneva i nomi dei figli Caracalla e Geta, ma il nome di quest’ultimo venne rimosso dal fratello dopo il suo assassinio. L’arco venne battuto su assi emessi da Settimio nel 204 dC, rarissimi e arrivati a noi purtroppo solo in esemplari molto usurati. Altre monete, denari, furono battute nel 206, anch’essi rari. Esemplari ben conservati dimostrano quanto fedele alla realtà fosse stato il lavoro degli incisori romani.

 

 

Settimio Severo, denario. 206 d.C. RIC IV 259

 

 

Roma, arco di Settimio Severo

 

 

 

 

MENU GALLERIA IMMAGINI  | info@sesterzio.eu

 


              Tutti i diritti riservati