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CIRCO MASSIMO
Il Circo Massimo
era il più famoso ed antico ippodromo di Roma. Le sue origini
risalgono forse al 600 aC, quando Tarquinio Prisco ne ordinò la
costruzione sfruttando un avvallamento naturale tra il colle
Palatino e l’Aventino. Solo in seguito furono costruite delle
gradinate per ospitare il pubblico. Nel primo secolo dopo Cristo il
Circo raggiunse le sue massime dimensioni, davvero ragguardevoli:
600 metri di lunghezza per 150 di larghezza. Un marciapiede centrale
detto “spina”, adornato da statue, delimitava il terreno di gara,
agli estremi del quali tre pilastri cilindrici costituivano le mete.
La storia del Circo Massimo è costellata di ristrutturazioni e
rifacimenti, volti ad aumentarne la capienza di spettatori. Ai tempi
di Augusto era capace di 60.000 spettatori. Augusto provvide anche a
collocare nella spina l’obelisco di Ramses II, alto 23 metri, che
diede un caratteristico profilo a tutta la struttura. Papa Sisto V
spostò l’obelisco nel 1585 in Piazza del Popolo, ove tuttora si
trova. Tiberio e Nerone provvidero ad abbellire il Circo con statue
ed un arco trionfale al suo ingresso. Numerosi incendi danneggiarono
la struttura nel 31 e nel 36, danni minori anche nel famoso incendio
di Roma del 64 e in quello dell’80. Nel corso del regno di Traiano
parte delle gradinate crollarono costringendo l’imperatore ad una
estesa ristrutturazione dell’edificio. Il nuovo Circo Massimo fu
pronto nel 103 e la sua inaugurazione fu accompagnata dall’emissione
commemorativa di un famoso sesterzio nel quale il Circo è visto
dall’alto e lateralmente con le arcate che sostengono le gradinate
ed il famoso obelisco di Ramses che si innalza dalla spina, ricche
di statue e di obelischi di minore altezza. Sullo sfondo le
residenze imperiali del colle Palatino. Una quadriga trionfale
svetta sopra l’arco d’ingresso a sinistra. Una visione
ineguagliabile della Roma antica e di uno dei suoi edifici più
rappresentativi.

Traiano, sesterzio. Roma
103-111 d.C. Traiano . R/ Il Circo massimo. RIC 571.
Ristrutturato
ancora da Adriano, nuovi crolli avvennero nel Circo durante il regno
di Antonino Pio, costringendo a nuovi lavori. Settimio Severo
probabilmente provvide ad una ennesima inaugurazione, dato che ne
celebrò i fasti battendo uno strepitoso aureo che al rovescio
riproduce il Circo Massimo. Il piccolo modulo dell’aureo non permise
di raffigurare molti dettagli, ma comunque si apprezza l’elegante
struttura curvilinea e alcuni atleti al suo interno intenti in gare
di lotta e di atletica.

Settimio Severo, aureo.
Roma 202-210. Settimio Severo. R/ Il Circo massimo. RIC 260.
Caracalla aumentò
ulteriormente la capacità dell’edificio e dispose ulteriori
abbellimenti, tanto da commemorare questi sforzi con l’emissione di
nuove monete commemorative: aurei e sesterzi, datati tra il 212 e il
213. Gli incisori ricopiarono abbastanza pedissequamente il disegno
del sesterzio di Traiano, ma con minore successo artistico. Gli
edifici sulla destra risultano sdraiati, ovvero in doppia
prospettiva, a differenza di quanto inciso sul sesterzio di Traiano.
L’obelisco di Ramses giganteggia fieramente nel campo della moneta.

Caracalla, sesterzio. Roma
213. Caracalla. R/ Il Circo massimo. RIC 500.
Il Circo Massimo
era sede di giochi celebrativi e di gare equestri quasi a
ripetizione. In occasione delle premiazioni, delle speciali monete
venivano date in premio ai partecipanti e forse anche distribuite
tra il pubblico. Si tratta di monete di grosso modulo, simili ai
medaglioni, dette contorniati, caratterizzate dal bordo rilevato con
un solco circolare inciso al tornio. La maggior parte dei
contorniati risale all’epoca di Costantino. Molti dei contorniati
ritraggono il Circo Massimo in modo molto simile all’originario
sesterzio di Traiano. Altre volte vi sono raffigurate gare di
quadrighe o scene di lotta. Nell’esemplare riportato assistiamo ad
una composizione unica. Quattro quadrighe lanciate in corsa sfrenata
intorno alla spina, caratterizzata dal grande obelisco, da obelischi
minori, statue e le mete.

Contorniato, diametro 40
mm, Roma 360-425 d.C. Alessandro Magno con pelle di leone. R/ Corsa
delle quadrighe nel Circo Massimo.
Del Circo Massimo
oggigiorno possiamo dire non rimanga quasi nulla: solo la nuda terra
su cui correvano, e morivano, cavalli e cavalieri. Pallide vestigia
delle antiche gloriose strutture circensi ora trasformate in un
ampio parco. Tutto dell’immensa struttura del Circo è andato
perduto, riutilizzato nei secoli per costruire chiese, palazzi e
fortificazioni.

Immagine
satellitare dell’area dove sorgeva
il Circo Massimo

Ricostruzione su plastico del Circo Massimo. Museo della Civiltà
Romana – Roma.

Ricostruzione su plastico del Circo Massimo
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