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L'edificio
originale della curia venne costruito, secondo la leggenda, dal re
Tullo Ostilio nel Foro Romano, ai piedi del Campidoglio, la
cosiddetta Curia Hostilia. L'edificio venne in seguito
distrutto da un incendio nel 80 a.C.; al suo posto venne costruita
una struttura più imponente, la Curia Iulia.
Questa iniziata
da Gaio Giulio Cesare fu terminata e inaugurata da Augusto il 28
agosto del 29 a.C. e rifatta di nuovo da Diocleziano in seguito
all'incendio del 283 durante il regno dell'imperatore Carino. La
curia conteneva un altare della Vittoria.
Al tempo del re
Teodorico, nella Curia si tenevano ancora le adunanze del Senato,
sopravvissuto alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, ma ridotto
allora ad un'ombra: l'edificio in quel tempo non si chiamava più col
suo nome classico di curia, bensì con quello di Atrium Libertatis.
Il nome Atrium Libertatis fu preso da un vicino edificio,
probabilmente distrutto od adibito ad altri usi già prima del VI
secolo, indipendente dove, anticamente, si svolgeva la liberazione
degli schiavi. Caduto il regno gotico di Teodorico la Curia rimase
abbandonata.
Risulta uno degli
edifici tardo-antichi meglio conservati in tutta Roma, perché nel
630, durante il pontificato di papa Onorio I, l'edificio venne
trasformato in chiesa, assumendo il nome di Sant'Adriano al Foro. La
chiesa venne decorata con affreschi bizantini, ancora in parte
visibile, e dotata di campanile; fu poi restaurata in stile barocco.
Agli inizi degli anni 1930 si decise di riportare l'importante
edificio al suo aspetto profano, e la chiesa venne sconsacrata,
privandola di tutte le aggiunte successive all'epoca dioclezianea.


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