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Subito oltre il
podio del tempio di Giulio Cesare inizia l'area religiosa del Foro
composta dalla Regia e dal Tempio di Vesta. Il Tempio, piccola
costruzione circolare di cui rimangono poche colonne, era uno dei
più antichi ed importanti santuari romani.
Focolare di Stato
e luogo dove venivano custoditi gli oggetti che Enea aveva portato
da Troia, il tempio era sorvegliato dall'unico corpo sacerdotale
femminile di Roma: le Vestali.
Le Sei fanciulle, figlie del re in età arcaica e successivamente
scelte tra le figlie di famiglie nobili, entravano nel tempio
all'età di sei anni per un sacerdozio di trent'anni, facendo voto di
verginità. Il mancato rispetto del voto veniva punito con la
sepoltura da vive, mentre il colpevole era condannato a morte per
fustigazione davanti alla curia.
In cambio di così rigide regole, le vestali, considerate quasi delle
divinità, godevano di molti privilegi: erano sottratte alla patria
podestà e rispondevano solo al Pontefice Massimo, godevano di mezzi
finanziari e di prestigio, potevano spostarsi in carro, disponevano
di posti riservati per tutti gli spettacoli e partecipavano a tutte
le cerimonie, le loro sepolture erano dentro la città.
La casa delle
Vestali, ancora visibile appena dietro il tempio, fu abbandonata
solamente quando Teodosio nel 394 dichiarò l'abolizione dei culti
pagani per essere occupata in un primo momento dai funzionari della
corte imperiale e successivamente da quelli della corte papale.


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