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NERONE

 

 

 

Sesterzio. Zecca di Roma, 64 d.C. Nerone / Veduta aerea del porto di Ostia. RIC I 178.

 

 

 

Sesterzio. Zecca di Lugdunum (Liegi), 64-65 d.C. Nerone / Veduta aerea del porto di Ostia. RIC I 441.

 

 

Roma non ebbe un porto di riferimento per un lunghissimo tempo, a causa del litorale laziale privo di approdi naturali. Le navi da trasporto erano costrette a fermarsi a Puteoli, più di 150 Km di distanza, ove trasferivano il carico su piccole imbarcazioni che risalivano il Tevere fino a Roma. In età imperiale la mancanza di un porto si fece insostenibile. Claudio finalmente diede inizio alla costruzione di un grande bacino artificiale nei pressi di Ostia, un’opera immensa per quei tempi e dispendiosissima per l’erario. Due grandi moli vennero proiettati nel mare per delimitare un bacino circolare entro cui accogliere i grandi vascelli frumentari che arrivavano dall’Africa. Un canale artificiale, ancora esistente, collegava il bacino ad un’ansa del Tevere. Una statua di Nerone accoglieva i marinai. Per costruire i moli vennero affondate grandi navi piene di sassi, tra cui una delle grandi imbarcazioni di Caligola. Il porto venne infine inaugurato da Nerone, che volle immortalarne per sempre l’immagine su questo sesterzio indimenticabile. Sulla moneta vediamo le strutture portuali raffigurate secondo una prospettiva molto particolare ed affascinante: per non perdere dettagli a causa della prospettiva, i moli sono “sdraiati”, in modo da mostrare le loro linee laterali, costituite da arcate. Questa prospettiva strana non è un errore, ma una scelta formale per racchiudere il maggior numero di dettagli in un’unica, sintetica raffigurazione. All’interno del bacino artificiale sono rappresentate (a seconda delle varianti) dalle 7 alle 12 imbarcazioni, un vero campionario dei vascelli a quel tempo in uso. Al centro campeggia sempre una grossa nave oneraria, probabilmente il prototipo delle navi frumentarie che facevano spola con l’Africa. La più grande di queste navi, l’Iside, lunga 54 metri, impiegava due giorni per essere scaricata dei suoi beni preziosi, e forse è la nave raffigurata sul sesterzio. Nettuno è raffigurato sdraiato all’ingresso del porto.

Questa rara moneta venne battuta sia a Roma (con leggenda SPOROSTC AUGUSTI)  che a Lugdunum (con leggenda PORTAUG SC).

 

 

 

 



 

 

 

 

TRAIANO

 

 

 

Sesterzio, zecca di Roma112-115 d.C.  Traiano / veduta aerea del nuovo porto di Ostia voluto da Traiano. RIC II 631.

 

 

 

Il grande porto di Claudio non risolse però i problemi delle inesauribili necessità commerciali di Roma. Inoltre il bacino artificiale era comunque esposto, Plinio il Giovane riferisce che nel 62 una tempesta colò a picco duecento navi ancorate nel porto. Pertanto Traiano decise di ricostruirlo. Un grande bacino artificiale perfettamente esagonale venne ricavato nell’entroterra, collegato al porto principale tramite un canale. Questa immensa opera è ancora lì a testimoniare la perizia degli ingegneri romani. Traiano celebrò su un sesterzio la nuova ristrutturazione del porto. Al rovescio vediamo un grande bacino esagonale, visto dall’alto,  che contiene tre vascelli;  le facciate dei magazzini e degli edifici commerciali “sdraiate”, in modo da vederne la facciata, infine due templi all’imbocco del canale, in prospettiva isometrica. Una composizione eccezionale che mischia almeno tre tipi diversi di prospettiva per la chiarezza espositiva. La leggenda recita PORTUM TRAIANI. Si tratta di moneta molto rara.

Con il declino di Roma, il porto di Ostia perse di importanza e venne escluso dalle grandi rotte commerciali. Venendo a mancare la necessaria manutenzione, già nel V secolo il bacino artificiale si interrò. La linea di costa col passare del tempo si allontanò dalle strutture portuali, a causa dei sedimenti trasportati dal Tevere. Adesso quanto rimane dell’antico porto di Ostia dista dal mare 2,6 Km.

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

COMMODO

 

 

 

Medaglione, 40 gr, Roma 189 dC. Commodo / Commodo sacrificante all’ingresso di un porto (Alessandria) cui quattro vascelli

stanno approdando, il maggiore dei quali trasporta una statua di Serapis. Alle sue spalle un faro dalla forma del grande faro di Alessandria.

 

 

 

Su questo prezioso medaglione è probabilmente rappresentato l’ingresso delle navi nel porto di Alessandria, il secondo porto dell’Impero. Stavolta la prospettiva è diversa, laterale, come se l’osservatore stesse approdando su un'altra nave. Probabilmente il medaglione venne battuto in occasione dei festeggiamenti annuali di Iside.

 

 


 

 

Immagine presa dal satellite del vecchio porto di Traiano nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino

 

 

 

 

Ricostruzione secentesca del porto di Ostia

 

 

Il complesso portuale di Claudio - Traiano

 

 

Resti di strutture portuali fatte costruire dall'imperatore Traiano

 

 

 

 

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