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TEMPLI

 

 

Il grandissimo numero di templi raffigurati sulle monete romane misura la devozione religiosa di questo grande popolo. La particolare affezione ad un dato culto o l’inaugurazione di un nuovo tempio erano l’occasione per commemorare l’evento anche sulle monete. Dato che della maggior parte dei casi di questi templi non è rimasta traccia, l’immagine numismatica è talvolta l’unica preziosa testimonianza archeologica della loro esistenza.

 

 

 

Tempio di Roma

 

Voluto da Adriano che lo progettò, forse con l’aiuto di Apollodoro di Damasco, il tempio venne completato al tempo di Antonino Pio. Si tratta del tempio più grande di Roma e forse dell’antichità: lungo 164 metri, alto 33 metri, con colonne alte 18 metri. Collocato di fronte al Colosseo sulla via Sacra, la facciata presentava addirittura dieci imponenti colonne di porfido in stile corinzio. Il tempio era dedicato ad un doppio culto, Venere e Roma, voluto da Adriano per rinforzare la fede nei valori tradizionali romani. Il tempio compare con numerose varianti su sesterzi di Adriano ed Antonino Pio, non su aurei o denari, forse per il modulo ristretto di questi ultimi.

Sottoposto forse a ristrutturazioni, il tempio ricompare su antoniniani di Probo, ove le colonne sembrano però di tipo ionico. Il tempio fu chiuso da Valentiniano II nel 391 ed il luogo abbandonato alla rapina e al decadimento. Per secoli le sue possenti strutture divennero cave di pietra, fino a lasciare le scarne fondamenta che vediamo oggi.

 

 

 

Antonino Pio , sesterzio. Roma 141 d.C. Antonino Pio. R/ Tempio di Roma. RIC 622

 

 

 

 Filippo I, Antoniniano, Roma 248-249 d.C. Filippo I R/ Tempio di Roma. RIC IV 25b

 

 

 

 Probo, Antoniniano, Roma 141-161 d.C. Probo R/ Tempio di Roma. RIC 765

 

 

 

 



 

 

 

 

 

Tempio della Diva Faustina

 

Costruito da Antonino Pio per la defunta moglie Faustina, il tempio, alla morte di Antonino, venne dedicato anche a questo imperatore. Posto nei fori imperiali sulla via Sacra, si salvò dalla distruzione per essersi trasformato nella sua parte posteriore in chiesa, san Lorenzo in Miranda. La facciata è ancora in ottime condizioni e mostra le sei  belle colonne in marmo cipollino, adornate con capitelli corinzi. Il tempio è raffigurato su sesterzi denari ed aurei a nome di Faustina ed Antonino Pio.

 

 

 

 Faustina, aureo, Roma 141-161 d.C. Faustina. R/ Tempio di Faustina. RIC 354

 

 

 

 

 

 

Tempio della Diva Faustina

 

 



 

 

 

 

 

Tempio di Giove

 

Il tempio di Giove Capitolino sorgeva sul Colle del Campidoglio ed era uno dei più antichi luoghi di culto della Roma Repubblicana. Fondato, secondo tradizione, da Tarquinio Prisco e dedicato a Tinia,  il tempio in origine aveva la semplice struttura etrusca, con una facciata adorna da quattro colonne e decori in terracotta. Il santuario conteneva tre celle dedicate alla triade capitolina: Giove, Minerva e Giunone. Un’immagine del tempio di epoca repubblicana si ha dal denario del monetario Volteio, ove appare un tempio tetrastilo con colonne ioniche e dietro tre porte che danno sulle celle delle tre divinità. Sappiamo però che il tempio bruciò nell’83 aC e Silla avviò la sua immediata ricostruzione. Il nuovo tempio, più grande, fu esastilo e la sua slanciata figura, adorna da colonne forse corinzie, compare su due denari di Petillo Capitolino. Ricco di statue ed ornamenti il tempio fu infine terminato da Cesare.

Distrutto nuovamente da un incendio durante la guerra civile che aprì la strada alla dinastia dei flavi, Vespasiano provvide alla sua ricostruzione. Il tempio riappare splendido, esastilo e con colonne corinzie, su un sesterzio di vespasiano. Colpisce la ricchezza degli ornamenti e il numero di statue. Bruciato nuovamente, venne ricostruito da Domiziano nell’82.  Saccheggiato dai Vandali, il tempio, un tempo il più importante della romanità, venne completamente smantellato nel medioevo e infine raso al suolo. Solo nel 1880 ne vennero ritrovate le fondamenta, adesso visibili all’interno del Palazzo dei Conservatori.

 

 

 

Vespasiano, sesterzio.Roma 76 d.C. Vespasiano. R/ Tempio di Giove. RIC 577

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

M. Volteio, Denario. Roma 78 a.C. Giove. R/ Tempio di Giove. Crawford 385/1

 

 

 

Petillo Capitolino, Denario .Roma 43 a.C. Giove. R/ Tempio di Giove. Crawford 487/1

 

 

 

 



 

 

 

 

Tempio del Divo Augusto

 

Di questo tempio non è rimasta traccia e non si è ancora ritrovata l’esatta collocazione, ma doveva trovarsi nel Foro romano ai piedi del Colle Palatino. Il tempio fu iniziato da Livia, vedova di Augusto ed andò presto distrutto. Un secondo tempio venne iniziato da Tiberio e inaugurato da Caligola nel 37 dC. Caligola, nella sua ironica follia, voleva costruire un ponte che conducesse direttamente dalla sua residenza al tempio di Giove sul Campidoglio, ancorandosi sul Tempio del Divo Augusto, che pertanto doveva trovarsi su questa direttrice. Il tempio è esastilo con eleganti capitelli ionici. Caligola riprodusse la scena della sua inaugurazione su un sesterzio che rappresenta l’imperatore nell’atto di sacrificare tra altre persone e sullo sfondo la magnifica sagoma del tempio inghirlandato. Il tempio andò ben presto in rovina o brucio, finché Domiziano non si occupò della sua ricostruzione, celebrando l’evento su un denario ove compare un tempio ottastilo. Nuovi lavori sono testimoniati da sesterzi e denari di Antonino Pio nel 158 ove si evince che il nuovo tempio dedicato al Divo Augusto fu ricostruito ottastilo. 

 

 

 

Caligola, sesterzio.Roma 37 -38 d.C. La Pietas seduta. R/ Caligola inaugura il tempio del Divo Augusto. RIC 36

 

 

 

 

 

 

Antonino Pio, Sesterzio. Roma  159 d.C. D/ Antonino Pio. R/ Il tempio Divo Augusto. RIC 1004

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonino Pio, Denario. Roma  159 d.C. D/ Antonino Pio. R/ Il tempio Divo Augusto. RIC 124

 

 

 



 

 

 

 

Claudio - Tempio di Roma ed Augusto

 

Da fonti storiche sappiamo che Augusto autorizzò la costruzione di un tempio a lui dedicato a Pergamo. E’ probabile che sia il tempio raffigurato su questo cistoforo dell’imperatore Claudio. L’incisore ha tolto le colonne centrali, probabilmente otto, per mostrare le statue di culto in esso contenute, lasciando solo due colonnine laterali, stilizzando quindi l’intera struttura architettonica.  

 

 

 

Claudio, Cistoforo Efeso. RIC 120

 

 

 

 



 

 

 

 

 

Adriano - Tempio di Roma ed Augusto

 

A Nicomedia, in Bitinia, sorgeva questo elegante tempio ottastilo con colonne corinzie, dedicato probabilmente a Roma e ad Augusto. All’interno statua di Augusto. Potrebbe però  trattarsi di un tempio di Pergamo dedicato ad Augusto. La leggenda aiuta l’identificazione. ROM(ae) S(enatui) P(opulo) AVG(usto). Purtroppo di questo tempio non è rimasta alcuna traccia.

 

 

 

Adriano, Cistoforo. Bitinia. RIC 461b

 

 

 

 



 

 

 

 

Tempio di Giano

 

Il tempio di Giano costituiva uno dei più antichi luoghi di culto della Roma repubblicana. Il culto di Giano,  introdotto forse da Numa Pompilio, è interamente latino/italico e non mutuato dall’Olimpo greco. Giano era protettore della porta di casa e, per estensione di tutta la città. Era una divinità implicata nei passaggi e lo si associava alle porte o all’atto del varcare una soglia. Tradizionalmente il tempio di Giano schiudeva le porte in tempo di guerra, le serrava invece in tempo di pace. Nerone a scopi propagandistici raffigurò in un famoso sesterzio il tempio di Giano a porte chiuse, vantando quindi di avere dato la pace a Roma. Il tempio non è che un piccolo edificio quadrangolare, di cui vediamo una delle due porte. Si tratta di una costruzione disadorna, in mattoni, appena ingentilita da festoni e ghirlande, in pieno stile di austerità repubblicana. Del tempio di Giano non rimane alcuna traccia. Non se ne conosce nemmeno l’ipotetica collocazione, anche se probabilmente esso sorgeva nel Foro vicino alla Basilica Emilia. Fu cancellato ancora in età imperiale per fare spazio ai sontuosi edifici degli imperatori.

 

 

 

Nerone, sesterzio. Lugdunum 65 d.C. D/ Nerone. R/ Il tempio di Giano. RIC 438

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

Tempio di Traiano

 

A completamento del sontuoso foro di Traiano, venne eretto un grande tempio ottastilo, inizialmente dedicato a Plotina,  defunta moglie dell’Imperatore. Il tempio fu però portato a termine da Adriano, che lo dedicò al suo predecessore. L’edificio sorgeva proprio davanti alla colonna Traiana ed era affiancato da due eleganti porticati. E’ probabile che questo tempio sia stato raffigurato sulle monete, come il sesterzio RIC 575, ove vediamo un elegante tempio ottastilo con colonne in stile corinzio. Questa moneta è classicamente interpretata come tempio dell’Onore ottastilo (Hill), per le prerogative della figura nel centro. Tuttavia è probabile che si tratti del tempio di Traiano costruito nel foro, dato che anche gli altri monumenti del foro sono stati oggetto di propaganda numismatica. Una dedica antecedente alla sua inaugurazione ufficiale era pratica comune della propaganda imperiale.

 

Il sesterzio RIC 577 parrebbe una variante del precedente nel quale l’incisore ha aggiunto in prospettiva due portici laterali che portavano verso le biblioteche Ulpia e Traiana. Uno scorcio del tempio preso dalla Colonna Traiana.

 

 

Traiano, sesterzio. Roma 103-111 d.C. RIC 575

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rovescio RIC 575

Rovescio RIC 577

 

 

 

 

 

 

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